I Vespri dei Monaci Trappisti dell'Abbazia alleTre Fontane manortiz
Chiesa abbaziale dei santi Vincenzo e Anastasio
La chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio è stata edificata secondo le regole stilistiche cistercensi, che richiedevano caratteri di sobrietà e austerità: infatti era vietato realizzare edifici sontuosi, con decorazioni scultoree e pittoriche (questo si ripercuoteva anche su paramenti e suppellettili, sempre semplici ed essenziali).
Non per questo, però, è venuta meno la ricerca della bellezza e dell’equilibrio, sempre presenti nello stile “bernardino”, ossia “romanico-borgognone”; tanto da rappresentare uno dei monumenti più interessanti dell’architettura medioevale romana di transizione ed ebbe una notevole influenza anche nello sviluppo dell’arte gotico-cistercense in Italia. A differenza delle abitudini del tempo, che vedeva utilizzato materiale preso da edifici in rovina, per la costruzione della chiesa venne utilizzato il mattone di tipo lombardo, probabilmente perché, come riferisce Aristide Sartorio, per la costruzione vennero chiamati artisti lombardi, presumibilmente gli stessi che avevano partecipato ai lavori di realizzazione dell’Abbazia di Chiaravalle. In più appaiono, tra le prime in Italia, le volte a sesto acuto.
La struttura della chiesa si apre alla vista con un portico tetrastilo composto da colonne di marmo orientale e capitelli ionici e da un tetto che non spiove ai lati, ma si sviluppa lungo tutta la lunghezza delle tre navate, accorgimento che verrà adottato pure durante la realizzazione del portico di San Lorenzo fuori le mura.
Come per l’Arco di Carlo Magno, anche i lati del portale di ingresso della chiesa era stato decorato con affreschi, ma di essi, oggi, non c’è più traccia.
All’interno, la pianta della chiesa si sviluppa a croce latina, con abside quadrata e cappelle laterali e si compone di tre navate; la maggiore delle quali, quella centrale, è realizzata in laterizio e prevedeva una copertura con volta ad arco, ma il cedimento delle pareti costrinse ad ultimare i lavori con semplici capriate a vista.
Le navate laterali sono invece coperte con volte a crociera sostenute da nove pilastri e si affacciano sulla navata principale attraverso archi a tutto sesto. Infine, volte a sesto acuto costituiscono la copertura delle quattro cappelle dello pseudo transetto. La luce si diffonde in chiesa attraverso finestre monofore a doppia strombatura interna ed esterna, decorate con vetrate di epoca recente e dal fronte della navata centrale attraverso un rosone e cinque finestre monofore. Decorazioni affrescate sono presenti sia sui pilastri laterali, dove sono state realizzate figure degli Apostoli, riprodotti da un lavoro in chiaroscuro che Raffaello realizzò per un salone del Vaticano, sia sui pilastri di fondo della navata centrale in cui sono stati raffigurati “il battesimo nel Giordano” e “Cristo e la Maddalena”. Col tempo sono entrati a far parte della storia degli affreschi anche firme e scritte apposte dai visitatori che sono entrati nel luogo, alcune di queste anche molto antiche.
Nel centro della crociera, al posto della cupola, le navate si incontrano attraverso tre archi a tutto sesto, che danno accesso al presbiterio e alla navata trasversa.
La consacrazione della Chiesa avvenne nel 1221 ad opera di papa Onorio III: sulla parete della navata sinistra è visibile la lapide che ricorda l’avvenimento. Essa è stata dedicata a Sant’Anastasio, come la preesistente, e solo nel 1370 fu detta “dei santi Anastasio e Vincenzo”, quando le reliquie di quest’ultimo, martire spagnolo, giunsero al monastero delle Tre Fontane.
Della struttura su cui è stata edificata la chiesa attuale rimangono alcune testimonianze sul pavimento della navata sinistra, all’inizio del transetto, custodite sotto lastre di vetro: si tratta di resti risalenti al VII secolo. È difficile comunque stabilire la precisa ubicazione e le dimensioni della primitiva chiesa. Presumibilmente è l’attuale sacrestia quello che ne rimane, con la volta romanica realizzata con costoloni di peperino incrociati e due affreschi sulle lunette contrapposte, che rappresentano la nascita di Gesù e l’incoronazione della Vergine.